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di TOMMASO MOLA

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Venerdì 24 Luglio 2009 11:51

 

 

REGOLAMENTO DELLA COOPERATIVA SOCIALE “CITTA’ SOLIDALE” a.r.l. di LATIANO AI SENSI DELL’ART. 6 L. 142/2001

TITOLO I

PRINCIPI VINCOLANTI L’ADESIONE DEI SOCI E DELLE SOCIE

 

 

 Art. 1- I soci-lavoratori e le socie-lavoratrici, aderendo alla cooperativa Sociale “Città Solidale” assumono l’impegno di fare propri  i valori fondanti della cooperazione e della cooperazione sociale in particolare, tra i quali quelli dell’autosufficienza (il far da sé), dell’autoresponsabilità, della democrazia, dell’eguaglianza, dell’equità e della solidarietà. I soci e le socie, secondo le  migliori tradizioni cooperativistiche, credono nei valori etici dell’onestà, della trasparenza sociale e dell’attenzione verso gli altri, specie se persone svantaggiate e si impegnano a praticarli nello svolgimento delle attività e dei rapporti di ogni giorno.

I soci e le socie di Città Solidale, nel rispetto del principio fondamentale della cooperazione “uno per tutti e tutti per uno”, lavorano per lo sviluppo sostenibile della propria comunità.

 

Art. 2 - I soci-lavoratori e le socie-lavoratrici, a qualunque titolo operino nelle Comunità residenziali della cooperativa Sociale Città-Solidale, garantiscono la soddisfazione dei bisogni e dei diritti delle persone e l’efficienza nella organizzazione dei servizi

 

Art. 3 - Il presente Regolamento stabilisce i modi e le forme di svolgimento dei rapporti di lavoro all’interno della cooperativa Sociale Città Solidale che, a norma della statuto vigente, sono finalizzati alla assistenza delle persone anziane, al recupero, alla riabilitazione psico-sociale e professionale e all’inserimento o reinserimento sociale e lavorativo delle persone affette da disturbi psichici e mentali o comunque svantaggiate, attraverso la elaborazione e l’attuazione di progetti e programmi terapeutici e riabilitativi individuali.

 

 Art. 4 - L’adesione alla Cooperativa Sociale Città Solidale pone la socia-lavoratrice e il socio-lavoratore nel diritto-dovere di disporre collettivamente dei mezzi di produzione e di direzione, di partecipare alla elaborazione e alla realizzazione dei processi produttivi e di sviluppo dell’impresa autogestita, di partecipare al rischio d’impresa e quindi ai risultati economici e alle decisione ad essi conseguenti, di contribuire economicamente alla formazione del Capitale Sociale, mettendo nel contempo a disposizione il proprio lavoro e le proprie capacità professionali, ferme restando le prerogative statutarie e le delibere degli Organi Sociali.

 

 

TITOLO II

NORME GENERALI

 

 

 Art. 5 -  Il presente regolamento, redatto ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 della L. 3 Aprile 2001 n. 142, si applica – unitamente alle norme contenute nello statuto sociale – ai soci lavoratori della società cooperativa Città Solidale Cooperativa Sociale a responsabilità limitata.

Il socio della cooperativa svolge la sua attività di lavoro attraverso un rapporto ulteriore rispetto a quello societario in quanto tale disciplinato in conformità alle disposizioni di legge e del presente regolamento.

 

Art. 6 – Tutti i soci hanno uguali diritti ed uguali doveri, indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro instaurato. Ogni socio deve attenersi alle delibere degli organi sociali della cooperativa.

Nella cooperativa sono vietate discriminazioni tra i soci. Ogni socio ha diritto di criticare l’opera della cooperativa motivando la critica in forma scritta, in modo costruttivo. E’ fatto divieto ai soci di discutere sui luoghi di lavoro, in particolare in presenza di terzi, di problematiche organizzative e/o aziendali. Eventuali richieste di chiarimenti o interventi devono pervenire, tramite gli uffici preposti, al Consiglio di Amministrazione.

Tutti i soci sono tenuti a partecipare alle riunioni e alle assemblee indette dal Consiglio di Amministrazione. Sono altresì tenuti al segreto per cui tutte le decisioni ed i fatti della cooperativa non devono essere comunicati all’esterno e ai terzi.

 

 Art. 7 - I soci svolgono la loro attività lavorativa all’interno della società cooperativa secondo uno qualsiasi degli schemi contrattuali ritenuti leciti dall’ordinamento, tra i quali:

a)      rapporto di dipendenza a tempo indeterminato, determinato, parziale, con contratto di Formazione e Lavoro, ovvero di apprendistato;

b)      rapporto di collaborazione autonoma, ancorché coordinato e continuativo;

c)      professionale;

d)      rapporto di lavoro occasionale.

Compatibilmente con le caratteristiche proprie del rapporto societario e della pecularietà del rapporto di lavoro all’interno di una struttura cooperativa, a ciascuno dei “tipi” con-trattuali sopra indicati si applicano le norme di legge previste per ciascun “tipo” con-trattuale, salvo quanto qui regolamentato.

L’interruzione del contratto di lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo può essere causa di esclusione da socio e l’esclusione da socio è causa d’interruzione del rapporto di lavoro.

 

 Art. 8 - La cooperativa sociale Città Solidale nell’ambito e per il raggiungimento dei propri fini istituzionali può bandire concorsi per titoli e per esami per l’assegnazione di borse di studio della durata di un anno ovvero favorire l’acquisizione di conoscenze competenze proprie del settore della riabilitazione psico-sociale, attraverso la partecipazione dei giovani  a stage formativi all’interno delle strutture residenziali.

 

 Art. 9 - Su proposta del consiglio di amministrazione, l’assemblea – in conformità del disposto dell’art. 1, secondo comma, lettera a) della L. 3 Aprile 2001, n. 142 – approva lo “Schema di organizzazione del lavoro” nella cooperativa.

In detto schema organizzativo viene definito anche l’organigramma aziendale e le mansioni attribuite ai prestatori di lavoro, siano essi soci che non soci.

Nel medesimo “Schema di Organizzazione”, con la ripartizione di massima dei compiti e delle mansioni, viene anche stabilito in via generale la “tipologia” del rapporto di lavoro che regola lo scambio mutualistico tra cooperativa e socio lavoratore in riferimento di compiti assegnati dal medesimo organigramma

 

 

 Art. 10 - Con l’ingresso in cooperativa, o all’atto dell’inizio della prestazione lavorativa, se non contestuale all’ammissione a socio, gli amministratori o colui cui ne sia attribuito il compito – salvo che non ricorrano gravi e/o comunque giustificati motivi – provvedono a regolamentare il rapporto del socio lavoratore secondo la tipologia di rapporto prevista nello schema organizzativo aziendale.

 

 Art. 11 - Costituisce giustificato motivo, che legittima sempre gli amministratori a derogare alla tipologia di lavoro prevista nello schema organizzativo aziendale:

a)      la sostituzione di un socio o di un dipendente;

b)      il significativo aumento, o la significativa riduzione dell’attività produttiva;

c)      l’imprevisto picco in più o in meno della produzione;

d)      lo stato anche transitorio di crisi aziendale e/o di notevole, anche se transitorio, incremento produttivo;

e)      ogni altro accadimento che alteri il normale ciclo produttivo della cooperativa.

Indipendentemente da quanto sopra, sia all’atto dell’ingresso in cooperativa (o dell’inizio della prestazione lavorativa), sia in seguito, le parti possono derogare di comune accordo a quanto stabilito nello schema organizzativo e regolare i propri rapporti secondo uno schema diverso, ma detto diverso regolamentazione deve risultare da forma scritta. È del tutto escluso che il rapporto previsto dallo schema organizzativo o successivamente convenuto, possa modificarsi e/o novarsi senza il consenso scritto “ ad substantiam” di entrambe.

L’ammissione a socio in cooperativa, non implica di per sé il diritto del socio allo svolgimento di attività lavorativa.

 

 Art. 12 - All’atto dell’ammissione del socio nella compagine sociale (o all’atto del suo inserimento nell’organizzazione del lavoro, se non contestuale alla sua ammissione in società) cooperativa e socio sottoscrivono la “lettera di lavoro”.

            In detto documento, che costituisce prova del tipo di regolamento negoziale che le      parti hanno inteso dare al loro rapporto, viene specificato:

a)      il “tipo” di rapporto lavorativo scelto tra le parti;

b)      le condizioni generali di regolamentazione del rapporto medesimo;

c)      in caso di rapporto di lavoro subordinato, la CCNL applicata.

Sempre nel caso di rapporto di lavoro subordinato, la lettera specifica se si tratta di assunzione a tempo indeterminato o determinato a stagionale e se si tratta di contratto di formazione o di apprendistato o di altra tipologia di rapporto di lavoro consentita dall’ordinamento.

L’attribuzione dei livelli previsti dal C.C.N.L. avviene in base all’effettiva capacità del socio di svolgere le mansioni previste.

La lettera di incarico costituisce unico documento “probatorio” sulla “tipologia” del rapporto di lavoro che le parti hanno inteso instaurare ed hanno instaurato tra loro.

 

 

TITOLO III

IL SOCIO DIPENDENTE

 

 

 Art. 13 - Il socio, assunto quale lavoratore dipendente dalla cooperativa, può stipulare con la cooperativa sia un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che determinato, stagionale, “part-time” o di formazione e lavoro, sia qualsiasi altro rapporto di lavoro subordinato consentito dalla legge, in ottemperanza alle disposizioni legislative che lo regolino.

 

 Art. 14 - In conformità a quanto disposto dalla legge, indipendentemente dal “tipo” contrattuale in concreto convenuto per regolamentare il rapporto tra cooperativa e socio lavoratore subordinato, quando con il rapporto lavorativo viene sciolto anche il rapporto associativo, è espressamente esclusa l’applicazione della normativa riportata dall’art. 18 della Legge n. 300/1970.

I contratti di lavoro subordinato si risolvono, inoltre, in aggiunta a quanto previsto dal C.C.N.L. applicato per la parte economica, in caso di esclusione, recesso o decadenza per qualsiasi ragione o causa.

 

 Art. 15 - Salve le ipotesi di crisi aziendale o di avviamento, la cooperativa remunera i soci lavoratori subordinati secondo le tariffe retributive previste dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro delle Cooperative Sociali.

La corresponsione delle remunerazioni è comunque vincolata alle disponibilità finanziarie della cooperativa. Se per fatti contingenti non fosse possibile pagare le remunerazioni previste alle scadenze previste, la cooperativa informerà i soci. Eventuali acconti saranno calcolati in proporzione al credito del socio.

 

 Art. 16 - Al rapporto di lavoro delle socie-lavoratrici e dei soci-lavoratori della Cooperativa Sociale Città Solidale si applicano le disposizioni contenute nel titolo III, IV, V, VI, VII e VIII dello “Schema Organizzativo”, ovvero le disposizioni di legge se esistenti ed in quanto compatibili con le pecularietà del rapporto di lavoro in cooperativa.

 

 Art. 17 - Indipendentemente dalla contrattazione collettiva in concreto applicabile, il/la socio/a dipendente, con la stipula del contratto di lavoro, è inserito nell’organico della cooperativa ed è tenuto/a tra l’altro:

a)      a svolgere le mansioni affidategli nel/le rispetto dell’orario di lavoro, e degli altri ordini di servizio impartiti dagli amministratori e/o dagli eventuali responsabili del lavoro;

b)      al più rigoroso rispetto dei vincoli derivanti dalla sua subordinazione nei confronti dei superiori gerarchici;

c)      al rispetto del regolamento disciplinare contenuto nello Statuto sociale, nell’eventuale contrattazione collettiva applicabile al rapporto e/o che comunque sia stato approvato dall’assemblea  sociale;

d)      al rispetto dei criteri di organizzazione del lavoro determinati dal consiglio di amministrazione, anche in relazione agli obiettivi strategici definiti in assemblea.

      La variazione di tali obblighi comporterà l’assoggettamento del socio     lavoratore subordinato a procedimento disciplinare e l’irrogazione delle sanzioni previste.

           Copia del regolamento disciplinare è affisso presso gli uffici della cooperativa unitamente all’estratto dello statuto sociale relativo alle ipotesi disciplinari e/o relative alla esclusione ed all’estratto del contratto collettivo relativo alle ipotesi disciplinari ed alle sanzioni ivi previste.

 

Art. 18 - La cooperativa all’atto dell’inserimento del socio nell’organizzazione del lavoro e della sottoscrizione della “lettera di lavoro”, mette a disposizione del socio una copia del Contratto Collettivo eventualmente applicabile, copia dello statuto sociale  e copia del regolamento disciplinare.

 

      Art. 19 – Se non è possibile assicurare al socio lavoro secondo la tipologia          contrattuale concordata, e il socio non è disponibile ad attivare un tipo di rapporto di lavoro diverso, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. d) della Legge 142/2001, il rapporto di lavoro con il socio sarà sospeso, senza diritto alla remunerazione, in attesa di poter offrire allo stesso una opportunità di lavoro idonea.

 

      Art. 20 – Il socio non può eseguire lavori reperiti in proprio se non espressamente autorizzato dal Consiglio di Amministrazione.

 

 

TITOLO IV

IL SOCIO NON DIPENDENTE

 

 

 

 Art. 21 - Il socio, che stipuli con la cooperativa un rapporto di lavoro diverso da quello di lavoro subordinato, può svolgere la sua opera in modo occasionale o coordinato e continuativo.

Al socio non dipendente si applica la normativa prevista dal codice civile e dalle altre leggi speciali. Al socio non dipendente si applicano altresì le norme previdenziali e fiscali previste per ogni singola e specifica fattispecie regolamentata, ivi comprese le casse previdenziali istituite dai vari ordini professionali.

In particolare, per i soci con contratto di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’art. 47, comma 1, lett. c-bis D.P.R. 917/1986, si applicano le seguenti disposizioni:

-         ai fini fiscali l’art.48-bis, comma 1 D.P.R. 917/1986;

-         ai fini previdenziali e assistenziali, l’art. 2 comma 26, Legge 335/1995 e successive modifiche;

-         ai fini dell’assicurazione I.N.A.I.L., l’art. 5 Dlg 38/2000, se l’attività svolta è soggetta a tutela assicurativa contro gli infortuni professionali.

Si applicano, inoltre, tutte le altre disposizioni di legge che riguardano il presente tipo di contratto di lavoro, anche se entrate in vigore dopo l’emanazione del presente regolamento.

 

 Art. 22 - Salvo che la prestazione richiesta al socio non si esaurisca in specifici ed assai delimitati incarichi, nella “lettera di lavoro” sono specificate le prestazioni richieste, le modalità di espletamento ed il corrispettivo pattuito.

I corrispettivi, quando non siano inderogabilmente stabiliti dalla Legge o dai vari ordini professionale, vengono concordati preventivamente tra il socio  e la cooperativa e sono determinati in modo da essere proporzionali alla qualità e quantità del lavoro prestato.

A tal fine,

1)      per le prestazioni analoghe o astrattamente riconducibili a prestazioni professionali (esclusive o riservate o comunque proprie di talune professioni), alle tariffe eventualmente in vigore per le attività professionali di riferimento;

2)      per le prestazioni riconducibili alle attività tradizionalmente artigiane, alle tariffe in vigore per dette attività;

3)      per le prestazioni non riconducibili ad alcuna delle due precedenti figure lavorative, si farà riferimento alle retribuzioni medie in vigore nel territorio per i lavoratori dipendenti le cui prestazioni siano analoghe o vicine a quelle prestate dal socio non dipendente o, in estremo subordine, si farà riferimento ai salari previsti per i soci dipendenti della cooperativa.

 

 Art. 23 - In ogni caso il socio “non subordinato”, salvo che ciò non sia richiesto per l’espletamento  delle proprie attività, ha comunque l’obbligo di coordinare la sua attività con quella della cooperativa e se la sua è un’attività coordinata e continuativa, deve convenire con gli amministratori o i responsabili dell’organizzazione, i tempi e le modalità di esplicazione della sua attività sociale, soprattutto senza creare intralci nello svolgimento della produzione o nel lavoro degli altri soci e collaboratori o aumento di costi.

 

 Art. 24 - Al socio che svolge attività non subordinata nei confronti della cooperativa si applicano, oltre alle regole stabilite nel presente regolamento, nello statuto sociale e nel regolamento disciplinare (in quanto applicabile e per la parte applicabile  al socio non subordinato), le norme proprie dell’attività da lui svolta.

In particolare, oltre alla normativa fiscale prevista in via generale dall’ordinamento, si applicheranno le norme previdenziali previste per la generalità dei lavoratori autonomi, in  mancanza di norme previdenziali specifiche a lui applicabili.

Salvo diverso ed esplicito accordo tra socio e cooperativa, non è dipendente della cooperativa il socio che svolga per la società attività che rientrino tra quelle considerate da albi e/o registri professionali, quand’anche il socio non sia iscritto all’albo e/o al registro  e quand’anche quelle attività non siano riservate in via esclusiva agli iscritti a quegli albi e/o registri.

 

 Art. 25 - Il socio lavoratore che svolga la sua attività nelle forme del rapporto di lavoro diverso da quello dipendente, salvo che nella “lettera di lavoro” non sia altrimenti disposto e salvo che ciò non sia richiesto dalla legge o dal tipo dell’incarico che è chiamato a svolgere, non ha l’obbligo di esclusiva con la cooperativa.

Ove la “lettera di lavoro” preveda per il socio un obbligo di esclusiva o una limitazione della sua libertà di contrarre con terzi, le limitazioni non potranno superare i limiti previsti dalla Legge a questo proposito.

 

 

 

TITOLO V

LO STATO DI CRISI

 

Art. 26 - Indipendentemente dalla tipologia del proprio contratto di lavoro, ciascun socio è tenuto a concorrere alle necessità della cooperativa anche mediante personali apporti economici nel rispetto delle condizioni di Legge ed a quelle di cui appresso.

 

 Art. 27 - Lo stato di crisi aziendale è deliberato dall’assemblea sociale su proposta  del consiglio di amministrazione ogni qual volta si minifestino segnali di crisi aziendale o sia ritenuto necessario o anche solo opportuno un intervento di tipo  finanziario e/o organizzativo per mantenere la competitività  della azienda e/o la sua capacità a rimanere sul mercato.

L’assemblea, quando è ritenuto opportuno, unitamente alla dichiarazione dello stato di crisi o dopo, a maggioranza, può approvare il “piano di crisi aziendale”.

In detto piano, tra le altre cose, può essere prevista:

a)      la riduzione  e/o la sospensione dei trattamenti economici integrativi assegnati ai soci in forma di ristorni che l’assemblea abbia deliberato secondo le modalità stabilite negli accordi collettivi stipulati tra organizzazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative ed associazioni nazionali del movimento cooperativo;

b)      forme di apporto anche economico a carico dei soci alla soluzione della crisi in proporzione alle disponibilità e capacità finanziarie di ciascun socio.

L’approvazione del piano di crisi comporta il divieto, per tutta la durata del piano, della distribuzione di eventuali utili.

 

 Art. 28 - In relazione a quanto stabilito nel punto b) del precedente articolo 27, l’assemblea, su proposta del consiglio di amministrazione, stabilisce i criteri e le forme di apporto anche economico dei singoli soci alla soluzione della crisi.

Salvo che l’assemblea non deliberi – anche se in seconda convocazione – con la maggioranza di almeno due terzi degli aventi diritto al voto criteri diversi, le forme di apporto economico dei soci dovranno rispettare i seguenti criteri di massima:

a)      il contributo potrà essere determinato anche mediante riduzione delle retribuzioni e compensi dovuti dalla cooperativa o mediante prestazioni ulteriori di lavoro non retribuite o altrimenti compensate;

b)      il contributo economico dovrà essere determinato in modo percentuale sulla retribuzione o altro compenso netto attribuito al socio;

c)      per ogni familiare a carico dovrà essere prevista una riduzione percentuale del contributo economico non inferiore al 5% (cinque per cento) della base sulla quale effettuare il calcolo;

d)      coloro il cui coniuge ha un’attività lavorativa dovranno concorrere al risanamento aziendale con un contributo che sia superiore di un terzo rispetto a quello di coloro il cui coniuge non svolge attività lavorativa non retribuita:

Il piano di crisi, per il risanamento dell’azienda, potrà prevedere anche interventi diversi da quelli qui considerati.

 

 

 

TITOLO VI

LE PERSONE SVANTAGGIATE

 

 Art. 29 - Per persone svantaggiate si intendono quelle di cui all’art, 4 della legge 8.11.1991, n. 381 “Disciplina delle Cooperative Sociali” e successive integrazioni.

Il rapporto tra la Cooperativa Sociale Città Solidale e le persone svantaggiate ha come finalità la loro positiva integrazione nella vita sociale e lavorativa, ovvero l’aiuto perché esse possano trascorrere una esistenza dignitosa.

Tale rapporto si sviluppa sulla base di un progetto assistenziale e di riabilitazione psico-sociale, oltre che terapeutico, personalizzato, che preveda la durata e le modalità dell’inserimento.

Il rapporto tra socia-lavoratrice, socio-lavoratore e progetto assistenziale e di riabilitazione delle persone svantaggiate è vincolante e inscindibile. Esso qualifica e caratterizza in ogni momento la collaborazione e la fa venire meno ove il suo presupposto si affievolisca.

 

 Art. 30 - Sulla base di progetti personalizzati, concordati con l’Azienda Sanitaria locale competente e con la Commissione Circoscrizionale per l’impiego e finalizzati all’inserimento lavorativo, le persone svantaggiate possono prestare la loro collaborazione nella Cooperativa, in mansioni confacenti alle condizioni psico-fisiche, attitudinali e professionali della singola persona, attraverso:

1.      contratti di lavoro a orari ridotti;

2.      contratti di formazione part-time, e lavoro;

3.      borse di lavoro e stage aziendali;

4.      salari di ingresso (per un periodo massimo di tre anni).

La partecipazione  all’attività lavorativa delle persone svantaggiate rappresenta esclusivamente uno strumento socializzante a valenza pedagogica e terapeutica, atto a integrare un programma riabilitativo e formativo più ampio e a verificare l’eventuale grado di idoneità al lavoro delle persone stesse.

Detti progetti devono comunque prevedere i tempi di svolgimento, le modalità di rapporto con la persona interessata (accoglienza in strutture residenziali, inserimento in stage formativi, in gruppi di lavoro), il coinvolgimento di operatrici e operatori.

Al termine dei progetti ed in presenza di evoluzioni positive verranno adottati gli strumenti di agevolazione all’inserimento lavorativo ovvero gli strumenti atti a prevedere la prosecuzione del rapporto di lavoro a condizioni specifiche e personalizzate.

Alle persone svantaggiate che si impegnino ad un progetto terapeutico di recupero e di riabilitazione, si applicano le misure a sostegno previste dalla legge 162/90.

Durante i periodi afferenti ai permessi e/o aspettative non maturerà a favore della lavoratrice e del lavoratore con svantaggio alcun beneficio derivante dagli istituti previsti dal C.C.N.L..

 

 Art. 31 - Per quanto concerne la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori svantaggiati si fa riferimento alla legge 5.02.1992, n. 104 “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione e i diritti delle persone handicappate”.

 

 

 

TITOLO VII

NORME TRANSITORIE

 

Art. 32 – I soci lavoratori già in forza della cooperativa alla data del 30 giugno 2002, provvedono entro 30 (trenta) giorni a definire con la cooperativa la tipologia del loro apporto lavorativo secondo uno dei “tipi” negoziali previsti nel presente regolamento.

In mancanza di definizione del tipo di rapporto entro il termine sopra indicato, a ciascun socio si applicherà, d’ufficio, il “tipo” contrattuale corrispondente alle sue mansioni in conformità a quanto stabilito nello “Schema di Organizzazione del Lavoro” approvato dalla cooperativa.

Qualsiasi modificazione successiva della “tipologia” così attribuita potrà avvenire solo con il consenso di entrambe le parti, risultante dalla comune sottoscrizione della “lettera di lavoro” sopra prevista e con le altre modalità indicate nel presente Regolamento.

 

Art. 33 – In considerazione del fatto che la Cooperativa Sociale Città Solidale è stata costituita il 09/06/2000 ed è divenuta operativa il 1 gennaio 2001, l’Assemblea delibera il Piano di Avviamento anche di carattere economico, stabilendo che salvo causa di forza maggiore il raggiungimento dei trattamenti retributivi contrattuali dovrà avvenire entro un anno dalla data di deposito del presente Regolamento presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Brindisi.

Fino al momento dell’entrata in vigore dei trattamenti minimi previsti dal C.C.N.L. delle Cooperative Sociali valgono i trattamenti economici approvati dall’Assemblea delle socie e dei soci, di cui alla tabella allegata al presente Regolamento.

 

 

 

Art. 34 – Il presente Regolamento:

-         è stato approvato dall’Assemblea delle socie e dei soci della Cooperativa Sociale Città Solidale in data 12 giugno 2002 ed entra in vigore il 1 luglio 2002;

-         potrà essere modificato con delibera dell’Assemblea ordinaria delle socie e dei soci;

-         verrà depositato, entro 30 giorni dalla data di approvazione, presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Brindisi.

-          

Art. 35 - Per quanto non previsto dal presente Regolamento, si farà riferimento allo Statuto, alle delibere degli Organi Sociali, ai Regolamenti interni delle diverse Comunità Residenziali, al Piano di Sicurezza della Legge 626/94 e alle disposizioni di legge applicabili, nonché agli accordi collettivi eventualmente applicabili.

 
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