Vincitore del bando sovvenzione  globale Piccoli sussidi 2013 PO Puglia FSE 2007/2013

Vincitore del bando sovvenzione  globale Piccoli Sussidi 2013 PO Puglia FSE 2007/2013

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Uscire dal Buio

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Uscire dal buio

di TOMMASO MOLA

Esperienze e percorsi di riabilitazione Con Cd-Rom per sistema operativo Windows XP  o successivi

 

 

Iniziative
Il 5 per 1000 del 2017 a Città Solidale PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Aprile 2017 09:08

5 per mille 2016

 

Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.

Il 5 per mille non ti costa nulla: infatti non è una tassa in più ma sei tu che decidi a chi destinarlo.


Come destinare il 5 per mille

I modelli per la dichiarazione dei redditi CU (Certificazione Unica), 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui puoi firmare

ed indicare il codice fiscale di Città Solidale

 

01897890743

 

Il 5 per mille sostituisce l’otto per mille destinato alle confessioni religiose?

No, sono due possibilità diverse ed è possibile utilizzarle entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi.


Ultimo aggiornamento Sabato 13 Maggio 2017 11:09
 
Il 5 per 1000 del 2016 a Città Solidale PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Aprile 2016 09:08

5 per mille 2016

 

Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.

Il 5 per mille non ti costa nulla: infatti non è una tassa in più ma sei tu che decidi a chi destinarlo.


Come destinare il 5 per mille

I modelli per la dichiarazione dei redditi CU (Certificazione Unica), 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui puoi firmare

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Il 5 per mille sostituisce l’otto per mille destinato alle confessioni religiose?

No, sono due possibilità diverse ed è possibile utilizzarle entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Aprile 2016 10:46
 
PROGETTO “DIRITTI E SVILUPPO” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Marzo 2015 10:25

RELAZIONE SULLE ATTIVITA’ SVOLTE NELLE PRIME 12 FASI DEL PROGETTO “DIRITTI E SVILUPPO”.

E’ stato avviato con successo, a seguito della firma del contratto Etico tra la Fondazione Aiutare i Bambini Onlus e la cooperativa sociale Città Solidale, in data 22 settembre 2014, il progetto”Diritti e Sviluppo”, finanziato da “Unicredit Foundation”, per l’inserimento in ambito lavorativo di 6 persone in condizioni di svantaggio, con particolare riferimento ai disabili psichici stabilizzati di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Un progetto senza dubbio ambizioso, che si propone di garantire la tutela di un diritto fondamentale, quale è il diritto al lavoro, in un momento di piena crisi economica e nei confronti di  quei soggetti che, proprio per il pregiudizio con cui quotidianamente convivono, sono a rischio di emarginazione.

Scopo del progetto promosso dalla Cooperativa Sociale Città Solidale è l’incremento dell’esperienza di raccolta di abiti usati e di altri materiali di riciclo, esperienza perfettamente compatibile con le caratteristiche dei beneficiari. Con il progetto ci si propone di sostenere l’avvio di un nuovo ramo d’azienda, in seno alla Cooperativa d’inserimento lavorativo Maran-athà 2001, partner di Città Solidale,  imperniato sulla raccolta, riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento di abiti usati, unità produttiva ecosostenibile operante a livello provinciale anche al fine di diversificare le attività economiche del territorio.

Il progetto si pone, inoltre, una serie di importanti obiettivi sul piano geografico e territoriale:

  • miglioramento della percezione della raccolta differenziata dei rifiuti, e nello specifico dei prodotti tessili, come attività produttrice di impiego e di reddito in una ottica di sostenibilità ambientale;
  • sviluppo di una buona, pratica riproducibile in altri contesti, in cui persone con differenti abilità rappresentano i protagonisti del cambiamento;
  • valorizzazione delle risorse umane più marginali dal punto di vista dell’impegno lavorativo;
  • associare la disabilità all’idea di sviluppo, piuttosto che a quella di assistenzialismo, promuovere l’inserimento sociale, economico e produttivo delle persone con disabilità;
  • garantire agli “ultimi” la consapevolezza di sé come operatori sociali ed economici;
  • sviluppare, nelle Scuole e tra i Cittadini dei Comuni aderenti al progetto, iniziative, dibattiti sulle tematiche della tutela dell’ambiente, del riciclo e riuso dei beni.

Per entrambe le cooperative partner, rispettivamente operanti nell’ambito della riabilitazione psicosociale (Città Solidale) e in quello dell’inserimento lavorativo delle Persone con disabilità (Maràn-Athà2001), il progetto costituisce prova dell’efficacia del processo che trasforma la malattia in guarigione e la marginalità in sviluppo economico. Da questo punto di vista il progetto imprenditoriale rappresenta un ponte sperimentale in ambito clinico psicosociale, tra la cooperazione sociosanitaria e quella di inclusione lavorativa, tra marginalità, diritti, sviluppo, cultura ambientale e cittadinanza attiva.

 

1° FASE: SELEZIONE DEGLI ASPIRANTI LAVORATORI Per effettuare la selezione degli aspiranti lavoratori, è stata effettuata una assemblea allargata a tutte le persone con disabilità mentale afferenti alle Comunità Psichiatriche della Cooperativa sociale Città Solidale, durante la quale è stato illustrato, con l’ausilio di alcune slide, il progetto “Diritti e Sviluppo”, e comunicato ai partecipanti, che in data 25 settembre si sarebbe svolta la selezione per l’inserimento lavorativo di numero 5 persone. E’ stato rivolto l’invito a tutti di presentare la propria candidatura.

La fase di selezione dei borsisti  si  è svolta in data 25 settembre 2014 (verbale allegato n.1).  I  candidati sono stati  esaminati dalla Commissione composta da sette membri: dott. Tommaso Mola (presidente Cooperativa sociale Città Solidale), sig.ra Vita Laporta (presidente Cooperative sociali Marana-thà e Maran-Athà 2001), dott. Gabriele Canuso (psichiatra), dott.ssa Filomena Maffullo (psicologa), dott.ssa Giovanna Lucisani (assistente sociale), dott.ssa Valentina Madaghiele (sociologa), dott. Gianluca Mignini (responsabile del coordinamento del progetto). Gli aspiranti lavoratori presenti durante la fase di selezione erano numero 8: sig. Alessio Ermanno, sig. Giacomo Cofano, sig. Alessio Di Magli, sig.ra Anna Maria Del Monte, sig. Emanuele Viva, sig. Giampiero Specolizzi, sig.ra Maria D’Amone, sig. Antonio D’Agnano.

La selezione degli aspiranti lavoratori, ospiti delle Comunità residenziali di Città Solidale, si è basata sulla verifica dei requisiti soggettivi (età, stabilizzazione del disagio psicofisico, attitudine e resistenza al lavoro).

Per la selezione del caposquadra si è preferito far riferimento a persone vicine all’Organizzazione, che avessero in passato prestato attività di volontariato presso le Comunità Riabilitative afferenti alla nostra cooperativa. Ciò si è reso necessario per evitare inserimenti fallimentari di persone esterne e perciò si è preferito puntare su persone che già conoscessero i ragazzi e le varie attività poste in essere in cooperativa. La selezione del caposquadra è avvenuta in base al requisito dell’età, al possesso del diploma di Scuola Media Superiore, della patente di guida, e dell’anzianità di disoccupazione, delle precedenti esperienze di lavoro con persone disabili, dell’attività di volontariato svolta in passato, dei corsi di formazione svolti in ambito sociale, delle attitudini personali al lavoro nel sociale e attraverso un colloquio attitudinale. Gli aspiranti lavoratori presenti durante la fase di selezione sono state numero: 3 sig.ra Serena Guarini, dott.ssa Serena Garganese, sig. Antonio Martina.

(Scheda di valutazione sottoposta agli aspiranti lavoratori in sede di selezione in allegato n.2)

Dopo le selezioni si è costituito il gruppo di lavoro formato da cinque giovani con disagio mentale stabilizzato di età compresa tra i 18 e i 29 anni: sig. Giacomo Cofano con la mansione di gestione dell’Atelier e distribuzione degli abiti agli indigenti; sig. Emanuele Viva con la mansione della raccolta “porta a porta” degli indumenti usati; sig.ra Annamaria Del Monte con la mansione di addetta alla sterilizzazione e riparazione degli indumenti usati; sig. Alessio Ermanno, con la mansione di addetto allo stoccaggio, selezione e catalogazione degli indumenti usati; sig. Giampiero Specolizzi con la mansione di addetto allo stoccaggio, selezione e catalogazione degli indumenti usati. Come caposquadra è stato selezionato il sig. Antonio Martina.

La suddivisione delle mansioni tra gli apprendisti non va intesa in senso rigido, sarà effettuata una rotazione in funzione delle attività specifiche del progetto.

 

2° FASE: FORMAZIONE TEORICO – PRATICA DEI BENEFICIARI

Nel mese di ottobre è stato svolto un corso di formazione imprenditoriale riservato a tutti gli addetti al servizio. Il corso di formazione professionale della durata di ore 36 è stato svolto presso la sede del Centro Sociale Informatico, sito in via Fosse Ardeatine, 12 a Latiano (Br),  ed è stato tenuto dagli esperti della cooperativa sociale Città Solidale. Esso è stato finalizzato alla conoscenza del progetto, dei suoi obiettivi e alla conoscenza dei fondamenti della legislazione in materia di RSU e cooperazione sociale. Il corso è stato effettuato nei giorni: 01.10, 02.10, 03.10, 06.10, 07.10, 08.10, dalle ore 8.30 alle ore 14.30 con una pausa di 15 minuti alle ore 11.00. (Registro corso in allegato n.3)

Il corso ha seguito il seguente calendario:

  • 1 ottobre 2014 -  modulo a cura della dott.ssa Giovanna Lucisani: illustrazione progetto, finalità ed obiettivi. Durata ore 6.
  • 2 ottobre 2014 – modulo a cura della dott.ssa Filomena Maffullo orientamento, gestione responsabilità, ruoli e gruppo.
  • 3 ottobre 2014 – modulo a cura del dott. Tommaso Mola: fondamenti della Cooperativa e della Cooperativa sociale: statuto, regolamenti, diritti e doveri del socio- lavoratore. Durata ore 6.
  • 6 ottobre 2014 – modulo a cura del dott. Tommaso Mola: legislazione in materia di RSU, mansionario di ciascun addetto alla raccolta di abiti usati, ecc. Durata ore 6.
  • 7 ottobre - modulo a cura del sig. Roberto Longo: fondamenti di informatica, internet ed e-commerce. Durata ore 6.
  • 8 ottobre – modulo a cura della dott.ssa Giovanna Lucisani, della dott.ssa Maffullo e del dott. Tommaso Mola: riepilogo generale, colloqui finali e somministrazione questionario. (Allegato n. 4)

Dopo il corso di formazione è stato somministrato ai cinque apprendisti il questionario “Diritti al lavoro”, con lo scopo di misurare le abilità degli stessi “ex ante” l’inserimento lavorativo, il medesimo questionario, integrato con il questionario “doveri lavorativi” verrà somministrato “in itinere” ed “ex post” il periodo di realizzazione del progetto.

 

3° FASE: ACQUISTO FURGONE ED ATTREZZATURE

Nel mese di novembre si è provveduto ad ordinare il furgone, ed è stato versato un anticipo pari ad euro 5.000,00. (Allegato n. 5). Sono stati acquistati 2 carrelli e 4 gondole.

 

4° FASE: STIPULA CONVENZIONI CON I COMUNI

Stipula convenzione con il comune di Cellino San Marco. (Allegato n.6)

Stipula convenzione con il comune di San Donaci. (Allegato n.7)

 

5° FASE: AVVIAMENTO AL LAVORO DEI 6 BENEFICIARI

Nel mese di ottobre sono stati assunti i cinque lavoratori disabili: sig.ra AnnaMaria Del Monte, sig. Giacomo Cofano, Sig. Emanuele Viva, sig. Alessio Ermano e sig. Giampiero Specolizzi  e un caposquadra normodotato: sig. Antonio Martina. Tutti i lavoratori sono stati assunti con contratto di apprendistato.

Allegato n.8  contratto di lavoro, lettera di incarico ed Unilav.

 

6° FASE RACCOLTA PORTA A PORTA DI VESTITI ED INDUMENTI USATI

Nel mese di novembre il progetto è stato avviato a livello sperimentale, in particolare sono state sollecitate le famiglie latianesi a donare i propri indumenti usati. A tal proposito sono state realizzate delle brochure informative sulle finalità del progetto (Allegato n. 9), che invitassero la cittadinanza a portare presso i locali siti in via Santa margherita, 84 i propri indumenti usati. La sponsorizzazione ha avuto un enorme successo e sono stati raccolti 20 quintali di indumenti usati. Essi sono stati in primo luogo sterilizzati presso l’impianto di lavanderia industriale, messo a disposizione dalla Cooperativa partner Maran-athà 2001 e, successivamente, gli indumenti usati sono stati selezionati e catalogati in base alla tipologia e allo stato per essere successivamente destinati alla vendita o alla trasformazione nel laboratorio di Sartoria.

 

7° FASE STOCCAGGIO, SELEZIONE E SMISTAMENTO ABITI E TESSUTI USATI

Come si è già detto, le attività previste in questa fase sono state svolte in via sperimentale in loco, in attesa di ricevere le autorizzazioni per lo stoccaggio nei locali messi a disposizione dalla Cooperativa partner Maran-athà 2001. Per accelerare l’iter burocratico di  tali autorizzazioni si è chiesta la consulenza alla società specializzata SE.RI.ECO SAS di Corato.

 

8° FASE RIORGANIZZAZIONE DA PARTE DEL PARTNER MARAN-ATHA’ 2001

Per l’espletazione della fase  8 è stato necessario, stanti le difficoltà dovute al rilascio delle autorizzazioni, costituire una Associazione Temporanea di Scopo tra la cooperativa Maran-athà 2001, la cooperativa Città Solidale e la Ditta Cannone di Trani, quest’ultima esperta dello specifico settore e iscritta agli Albi Nazionale e locale. Attraverso il contratto stipulato, la ditta Cannone s.r.l. si è impegnata:

  • a gestire nel Comune di San Donaci i contenitori per la raccolta degli abiti usati, collocandoli su aree pubbliche e private che saranno individuate in accordo con i tecnici dell’ufficio comunale interessato;
  • ad eseguire il servizio di raccolta differenziata degli abiti, indumenti e accessori di abbigliamento usati (codice CER.20.01.10) attraverso lo svuotamento degli appositi contenitori, impegnandosi a svolgerlo con l’osservanza di tutta la normativa in essere;
  • a svuotare i contenitori con frequenza quindicinale e, comunque, ogni volta che sia necessario; il materiale raccolto sarà trasportato presso l’impianto di trattamento dei rifiuti della ditta Cannone s.r.l., sito in Andria (BT) alla via Ospedaletto 331per essere sterilizzato a norma di legge;
  • a garantire che non di verifichino strabordamenti o accumuli di terra, dovuti all’eccessivo riempimento dei contenitori. Tutti i rifiuti diversi da quelli oggetto del servizio o comunque quelli da scartare, dovranno essere separati e correttamente conferiti ai pubblici contenitori, senza provocare improvvisa saturazione di quest’ultimi;
  • estendere la propria polizza RTC e RTO anche ai contenitori posizionati nel territorio del Comune di San Donaci;
  • rilasciare al Comune di San Donaci per ogni giro di raccolta la prima copia del FIR (Formulario Identificazione Rifiuti) e trasmettere la quarta copia dello stesso con indicazione del peso del rifiuto (espresso in kg) dopo aver terminato l’operazione di scarico presso il suo stabilimento in Andria;
  • fornire alla cooperativa sociale “Maran-athà 2001 abiti, abbigliamento e tessuti vari, provenienti dall’usato raccolto, trattato nell’impianto di sterilizzazione e, quindi, disponibili come beni provenienti dall’usato da destinare al laboratorio di sartoria, serigrafia e riciclo, per la loro trasformazione in quantitativi non inferiori  a quelli raccolti presso il Comune di san Donaci (al netto del 10% del peso dovuto alla presenza di rifiuti da avviare allo smaltimento).

La Cooperativa sociale Città Solidale si è impegnata a:

  • acquistare i contenitori urbani destinati alla raccolta degli abiti usati;
  • acquistare un furgone del tipo Opel Vivaro, da destinare al trasporto dei beni provenienti dall’usato trattato presso gli impianti del partner s.r.l. Cannone e destinati al riciclo e alla rivalorizzazione presso le unità locali della cooperativa sociale Maran-athà 2001;
  • acquistare attrezzature per esposizione dei beni del riciclo nell’Atelier del Riciclo;
  • assumere 6 giovani svantaggiati da impegnare nel servizio con la mansione di addetto al carico e allo scarico merci o altre mansioni di supporto allo svolgimento delle attività;
  • assicurare la collaborazione delle seguenti figure professionali: psicologo, sociologo, assistente sociale per l’affiancamento delle persone disabili;

la Cooperativa sociale Maran-athà 2001, in qualità di capofila dell’ATS, si è impegnata:

  • svolgere a favore dell’ATS ogni adempimento amministrativo e contabile necessario alla realizzazione del Servizio;
  • provvedere, in nome e per conto dell’ATS, alla sottoscrizione di tutti gli atti necessari alla realizzazione del Servizio;
  • inoltre, in qualità di capofila, la cooperativa sociale Maran-athà 2001 è autorizzata a rappresentare, anche in sede processuale, i soggetti attuatori nei confronti del Comune di San Donaci per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dal suddetto incarico, fino allo scioglimento di qualsiasi rapporto;
  • ritirare gli indumenti usati ed igienizzati dalla s.r.l. cannone e trasportarli, presso le proprie unità locali ai fini del recupero e della trasformazione degli stessi.

( Allegato n.10 copia dell’ATS).

 

9° FASE AVVIO CAMPAGNA DI PUBBLICIZZAZIONE

Nel mese di febbraio è stata avviata una campagna di pubblicizzazione nel comune di San Donaci. Sono stati realizzati manifesti, volantini e brochure per pubblicizzare il progetto, sensibilizzare la cittadinanza verso una crescita della cultura civica, che metta al primo posto il rispetto dell’ambiente e del consumo responsabile ed avviare la raccolta porta a porta in determinati giorni della settimana.

 

10° FASE ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO

E’ stata istituita una équipe di esperti afferenti alla cooperativa sociale Città Solidale: dott. Tommaso Mola, legale rappresentante della cooperativa sociale Città Solidale e responsabile Riabilitazione Psico – Sociale, dott.ssa Filomena Maffullo, Psicologa, dott.ssa Giovanna Lucisani, Assistente Sociale, dott.ssa Valentina Madaghiele, Sociologa, dott.ssa Irene Passiatore responsabile C.R.A.P. “Villa Carlo Alberto Dalla Chiesa”, dott.ssa Ausilia Lo Re responsabile C.R.A.P. “Villa Del Sole”, sig.ra Vita Laporta, legale rappresentante cooperativa sociale Maran-athà 2001, dott. Gianluca Mignini, sociologo e coordinatore del progetto “Diritti e Sviluppo”.

L’èquipe ha attuato delle misure individuali e di gruppo di sostegno al lavoro.

Le riunioni sono state calendarizzate con cadenza quindicinale nella fase di start up del progetto, successivamente le riunioni d’èquipe hanno avuto cadenza mensile.  L’èquipe si riunisce per discutere sull’andamento generale del progetto, sull’impegno individuale degli apprendisti avviati al lavoro, sulle dinamiche di gruppo, su eventuali problematiche emerse durante l’attività lavorativa, ecc. In particolare i ragazzi vengono supportati dall’équipe, che monitora l’inserimento lavorativo e controlla il buon andamento dei processi d’integrazione nel gruppo di lavoro. Essa interviene a fronte di particolari difficoltà e a richieste del singolo o bisogni attuativi del progetto.  In primo luogo l’équipe ha attivato una specifica attività di formazione, attraverso la realizzazione di percorsi di formazione per gruppi di utenti, per favorire, anche attraverso il confronto nel gruppo di “pari”, lo sviluppo di alcuni pre-requisiti: nelle autonomie, nelle capacità personali, nelle capacità relazionali. A tal proposito è stato somministrato ai lavoratori un questionario sulle abilità relazionali possedute dagli stessi ad inizio percorso lavorativo. Successivamente, l’èquipe ha avviato una Attività di “formazione in situazione”, attraverso l’attivazione di un breve periodo di tirocinio con finalità formative per accostare il destinatario dell’intervento di inserimento lavorativo al nuovo lavoro e sviluppare, in situazione reale, competenze relative all’assunzione di ruolo ed allo svolgimento della mansione. In questa azione l’affiancamento dell’operatore sociale sul posto di lavoro viene gradualmente ridotto, mano a mano che aumentano le autonomie del soggetto e le sue capacità di integrarsi con l’ambiente. Inoltre, l’équipe attua periodicamente una collaborazione con le Comunità di provenienza dei lavoratori. Questo passaggio è un aspetto decisivo all’interno del progetto di integrazione lavorativa, in quanto sono indispensabili la condivisione degli obiettivi e l’alleanza continua sulle strategie da attuare in itinere, perché tutte le parti coinvolte vadano nella stessa direzione concordata. La parte importante che il progetto richiede alla Comunità è di sostenere, contenere e stimolare l’utente/lavoratore rispetto ai vissuti legati alla nuova esperienza lavorativa. L’équipe si riunisce con cadenza quindicinale per verificare l’andamento generale del progetto, attuare misure di sostegno, relazionare sui lavoratori.

Si allegano al n.11 i questioni somministrati ai ragazzi.

 

11° FASE STERILIZZAZIONE DEI CAPI DI VESTIARIO

In attesa del rilascio dell’autorizzazione per i locali della cooperativa partner Maran-athà 2001, la fase di sterilizzazione viene svolta, come descritto precedentemnete, dalla ditta Cannone s.r.l. di Andria.

 

12° FASE CONTROLLO, RIPARAZIONE, RIUTILIZZO

In tale fase i lavoratori si dedicano alla catalogazione degli indumenti usati. Essi vengono suddivisi inizialmente tra indumenti da destinare alla vendita e indumenti da destinare al recupero. Gli indumenti da destinare alla vendita vengono suddivisi per tipologia (gonne, pantaloni, maglie, giacche, jeans, maglioni, ecc) e smistati sui vari scaffali. Gli indumenti da destinare al recupero vengono trasferiti nel Laboratorio di Sartoria, che si occupa della loro trasformazione in borse, porta oggetti, portatablet, portacellulari, fermagli, portachiavi, ecc. I restanti capi, non vendibili sul mercato locale, perché non più di moda vengono donati agli indigenti.

Attualmente, è in fase di allestimento “l’Atelier del Riciclo”, un vero e proprio “vintage store” dove verranno esposti tutti gli indumenti usati e non e tutti i prodotti realizzati nel laboratorio Arte del Recupero.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2015 10:42
 
Devolvi il 5 per mille a Città Solidale nel 2015 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Marzo 2015 00:00

Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.

Il 5 per mille non ti costa nulla: infatti non è una tassa in più ma sei tu che decidi a chi destinarlo.

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Il 5 per mille sostituisce l’otto per mille destinato alle confessioni religiose?

No, sono due possibilità diverse ed è possibile utilizzarle entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2015 13:29
 
Si può fare! PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Ottobre 2014 11:15

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Come nel celebre film “Si può fare”, 17 persone con disabilità della cooperativa sociale Città Solidale, stanno dimostrando che con impegno e motivazione nulla è irraggiungibile. Infatti dal mese di luglio 2014, dopo un efficace percorso di riabilitazione psicosociale, i primi 12 disabili sono stati inseriti in cinque progetti d’inserimento lavorativo, finanziati dal bando pubblico “Piccoli Sussidi 2013”, mentre dal 20 u. s. settembre gli altri cinque sono stati avviati al lavoro, nell’ambito del Progetto “Diritti e Sviluppo” finanziato da quattro fondazioni nazionali: “Aiutare i Bambini”, “Fondazione San Zeno”, “UmanaMente” e “UniCredit Foundation”.

 

La motivazione che sorregge le idee progettuali si basa sulla constatazione che le persone portatrici di sofferenza mentale costituiscono l’anello più debole della catena dell’emarginazione sociale. I processi riabilitativi spesso si limitano alla mera assistenza e quasi mai sfondano la porta dell’inclusione di tali persone nel mondo produttivo, le quali vengono private di uno dei diritti più importanti di cittadinanza: il lavoro. Dall’altra parte, quando esse sono capaci di lasciarsi alle spalle il disturbo psichiatrico e sono messe nelle condizioni di tornare a vivere alla pari degli altri, alla richiesta di lavoro vedono erigersi un muro invalicabile di rifiuti per i pregiudizi e lo stigma che loro malgrado si trascinano dietro. Vi è, pertanto, una forte domanda di lavoro proveniente da questa fascia di cittadine e di cittadini, che resta puntualmente inascoltata. Alla sordità del Mercato e dello Stato, la cooperazione sociale cerca di far fronte come può per soddisfare, almeno in parte, questo bisogno. Nel crogiolo di un territorio drammaticamente segnato da antichi e nuovi problemi e dalla permanente esclusione delle Persone con Disabilità, le Cooperative Sociali Città Solidale, Marana-thà e Maran-athà 2001, integrate tra loro, in questi anni, hanno dimostrato che si possono implementare i processi che favoriscano l’esercizio dei diritti alla salute, al lavoro e all’inclusione.

 

Con i progetti “Salviamo il cibo” e  “Brutti ma Buoni”, sono stati inseriti nell’impianto di Cucina Centralizzata e nel Laboratorio di produzione di Cioccolato della Cooperativa Sociale Marana-thà quattro giovani. Antonio e Francesco si occupano della lavorazione del cioccolato, con la produzione di pralineria e dolci della nostra tradizione locale.  Alberico e Cristian sono preposti alla preparazione dei pasti nel servizio di  ristoro collettivo. Fine ultimo del progetto sarà l’apertura a Latiano di un nuovo Fast Food sociale, dove poter distribuire buon cibo genuino e di qualità, proveniente dai mercati locali, seguendo la filosofia del kilometro zero.

 

Concetta, Alessandra, Antonella, Nicola ed Antonio con i progetti “We economy” e “New Economy”, sono impegnati nell’Impianto di  Lavanderia Industriale della cooperativa sociale Maran-athà 2001 e nel Laboratorio di Arte del Recupero. Nicola ed Antonio si occupano della raccolta, stoccaggio e lavaggio di indumenti usati, mentre Concetta, Alessandra ed Antonella si dedicano alla riparazione di abiti usati e alla creazione di borse, portamonete, portacellulari, bracciali, collane, orecchini. Le medesime, inoltre, attiveranno anche una produzione di capi artistici in serigrafia e termo-pressione. Il tutto verrà commercializzato nell’Atelier del Riciclo di prossima apertura.

 

Paolo, Luigi ed Anna, sono stati invece  inseriti nel progetto “Salute e Lavoro”. In particolare, Paolo si occupa dell’attività di front office negli uffici della cooperativa Sociale Città Solidale, Anna svolge le funzioni di accompagnamento e animazione nella RSSA “Rosa Aluisio” ed infine Luigi si occupa dell’attività di manutenzione e restauro di mobili antichi.

 

Il Progetto “Diritti E Sviluppo”, finanziato grazie al bando “Occupiamoci”, promosso da quattro fondazioni nazionali, avrà una durata di 16 mesi e offrirà una opportunità di lavoro a cinque persone con disabilità con età inferiore ai 29 anni. Il progetto, intende sviluppare l’esperienza di raccolta di abiti usati e di altri materiali di riciclo e farla diventare occasione di sviluppo dell’imprenditoria giovanile e di una crescita della cultura civica, che metta al primo posto il rispetto dell’ambiente e del consumo responsabile. Il progetto getterà le basi per la creazione di un ramo d’azienda economicamente stabile, innovativo ed eco-sostenibile in ambito provinciale, basato sulla raccolta, selezione, riutilizzo e vendita degli abiti e tessuti usati. In particolare, Alessio e Giampiero saranno impegnati nella raccolta porta a porta degli indumenti usati, nei vari comuni con i quali è stata stipulata una convenzione; Giacomo ed Emanuele si occuperanno dello stoccaggio e della selezione degli indumenti, mentre Anna Maria si occuperà della sistemazione e della trasformazione degli indumenti.

 

Una esperienza esemplare, portata avanti da una filiera di organizzazioni non profit e da un gruppo di professionisti della salute, seriamente impegnati a garantire ai giovani con disagio psicotico, anche grave, i diritti primari alla buona cura, alla riabilitazione evidence – based, alla vita alla pari dei loro coetanei.

 

Una dimostrazione che anche al Sud possono svilupparsi buone pratiche e che se si adottano metodologie riabilitative scientifiche il risultato finale non può non essere “il recovery” e il lavoro.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Ottobre 2014 11:22
 
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