Vincitore del bando sovvenzione  globale Piccoli sussidi 2013 PO Puglia FSE 2007/2013

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Uscire dal Buio

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Uscire dal buio

di TOMMASO MOLA

Esperienze e percorsi di riabilitazione Con Cd-Rom per sistema operativo Windows XP  o successivi

 

 

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L'adozione nelle nostre Comunità psichiatriche del percorso sperimentale di riabilitazione terapeutica e psicosociale obbliga tutte le Operatrici e gli Operatori sanitari e sociali a riflettere quotidianamente sul lavoro che si va a svolgere, allo scopo di affinare i metodi, innovare e perfezionare le procedure, migliorare la qualità dei trattamenti a favore delle persone in carico.

Tutto ciò postula la piena consapevolezza da parte delle colleghe e dei colleghi che la meta non è stata ancora raggiunta, che saremo chiamati a introdurre cambiamenti e miglioramenti ulteriori nella prassi riabilitativa, man mano che si evidenzieranno le lacune e le incongruenze, che la collaborazione, anche critica, da parte di tutti è indispensabile.

In particolare, le relazioni che vengono redatte periodicamente dai nostri Helper, oltre che monitorare la evoluzione dei progetti di riabilitazione psico-sociale, dei Laboratori e dei frequentanti, costituiscono un patrimonio notevole di riflessioni, di studi, di metodologie applicate, oltre che di risultati conseguiti nel delicato ambito della RPS.

Più si procede nella pratica da noi sperimentata, più i materiali raccolti costituiscono preziosi contributi per l'analisi scientifica del disagio mentale e per la conoscenza delle prassi che occorre attuare per addivenire alla soddisfazione dei bisogni, all'esercizio dei diritti e al ben-essere dei nostri Familiari.         

 Ovviamente, non tutti i lavori fin qui prodotti corrispondono alle finalità desiderate, indulgendo in alcuni casi nella mera descrizione dei fatti che si riferiscono all'attività svolta dal Terapeuta e dal Sofferente, senza nessuno sforzo di introspezione. Talora le relazioni risultano generiche nella descrizione temporale dei fenomeni, risultato di osservazioni discontinue o di non adeguato approfondimento delle cause profonde che presiedono ai comportamenti e agli atteggiamenti dei nostri Amici.

Allo scopo di stimolare le colleghe e i colleghi alla riflessione, all'approfondimento dei saperi, delle metodologie, delle tecniche che informano il nostro difficile lavoro, per affinare le capacità e la sensibilità personali e per cogliere in maniera efficace l'impatto che l'esperienza terapeutica determina nel Malato, il CdA ha deliberato di istituire il "PREMIO" mensile per la migliore relazione di verifica prodotta.

Va immediatamente precisato che non è importante la forma degli elaborati e neppure la loro ampiezza, quanto la precisione dei mutamenti psicologici e sociali registrati nel tempo considerato e i raffronti fra la realtà attuale rispetto a quella precedente e la capacità di percepire le linee di tendenza in prospettiva.

Si raccomanda, inoltre, di non perdere mai di vista che:

  1. le attività laboratoriali di qualsiasi genere non sono mai fine a se stesse, né sono la RPS. Esse sono, invece, sempre strumentali alla riabilitazione psicosociale, poiché ciò che rileva non sono le abilità e le destrezze, bensì la relazione e l'esperienza in comune Operatore/Malato che quello specifico linguaggio realizza ai fini del mutamento personale, sociale, oltre che clinico;

  2. le abilità o le capacità raggiunte e rilevate in termini qualitativi e quantitativi o anche non raggiunte dal Portatore di disagio psichico segnalano la sua evoluzione o la stazionarietà, ma non sempre ci dicono molto circa la profondità della crisi esistenziale e il livello della sofferenza. Per cui è bene non fermarsi alla semplice registrazione della pratica e dell'atto atteso, anche se abitudinariamente ripetuto, ma compiere uno sforzo maggiore di immersione, immedesimazione e trasfusione coscienziale, perché solo attraverso di esso è possibile lavorare per la guarigione del nostro Familiare e solo esso dà senso e valore al nostro impegno;

  3. ciò che conta e deve essere rilevato nella relazione è il percorso relazionale, psicologico, è la capacità del Malato di stare insieme al suo terapeuta, di camminare insieme a lui, di riprendere in mano il filo conduttore del proprio progetto di vita. E' il processo che ha condotto o meno il Disabile mentale al risultato sparato, espresso in termini di sentimenti, emozioni, di apertura verso spazi nuovi dei pensieri, dell'essre e del conoscere, verso vissuti interiori reali, stati d'animo che hanno determinato l'approccio positivo e la permanenza, ovvero il rifiuto. E' il processo mediato dall'oggetto del Laboratorio o dalla URC.

Le relazioni devono perciò evidenziare i mutamenti che il percorso riabilitativo ha determinato nella Persona in carico, sia di carattere clinico che sociale, rilevando per quest'ultima dimensione o i criteri acquisiti, quale differenza tra quelli posseduti all'inizio e quelli in esito al segmento in atto oppure le percentuali di abilità/competenze sociali registrate nella URC/Area di competenza.

La relazione, inoltre, deve contenere le proposte dell'Operatore responsabile del Laboratorio o della URC circa l'evoluzione del percorso terapeutico del Familiare, indicando i nuovi prevedibili obiettivi che si potranno perseguire nel breve periodo (Unità di verifica o Modulo), al fine di consentire al Comitato Tecnico Scientifico di pervenire alla sintesi del nuovo PTRI.

Allo scopo di poter ottenere relazioni ricche di contenuti, di osservazioni di vissuti, fatti e comportamenti psico-fisici reali e quantificati nel tempo di riferimento sarà opportuno adottare il taccuino di bordo, sul quale verranno annotate le osservazioni più salienti, che poi verranno sintetizzate nell'elaborato finale di verifica.

L'assegnazione del Premio avverrà a cura del Comitato di valutazione costituito dal CdA e costituito da tre componenti indipendenti rispetto agli organici delle strutture psichiatriche.

Il Comitato, sulla base dei criteri e dei punteggi sotto indicati, redigerà la graduatoria di merito e indicherà la relazione prima in classifica in quel dato mese, alla quale verrà assegnato il premio di 100 euro:

 

  • coerenza tra attività svolta, PTRI e obiettivi fissati per il laboratorio o URC affidata; (Punti 6)
  • capacità di osservazione, introspezione e monitoraggio degli stati d'animoi; (Punti 10)
  • capacità di riflessione sulle cause che hanno influito sul raggiungimento degli obiettivi; (Punti 6)
  • creatività nella metodologia seguita per il raggiungimento del risultato; (Punti 4)
  • apprezzamento autocritico del lavoro svolto. (Punti 4)

 

nell'ambito dei suddetti criteri, le relazioni che pongono in evidenza al massimo livello le tematiche descritte al punto 3 potranno aspirare di conseguire la valutazione più elevata, vale a dire 30/30.

Le relazioni che privilegeranno solo in parte le ragioni del processo riabilitativo verranno, invece, valutate con punteggi inferiori, in funzione del contenuto dell'intero elaborato.

Infine, le relazioni che risulteranno meramente descrittive delle attività svolte e delle abilità conseguite o meno dal Malato saranno valutate con punteggi inferiori a 21/30.

Per la valutazione delle relazioni ciascun componente del Comitato esprimerà riservatamente il punteggio in trentesimi e in seduta collegiale verranno vagliati tutti gli elaborati che hanno conseguito la migliore votazione. Risulterà premiata la relazione che mediamente avrà raggiunto il punteggio più elevato, purchè non inferiore a 24 punti.

Le relazioni premiate verranno lette e commentate nella prima assemblea generale dei soci e delle socie di Città Solidale.


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